lunedì 18 agosto 2014

Panettone Sottocasa il 6 e 7 Dicembre Vimercate (Mb)

 Panettone Sottocasa il 6 e 7 Dicembre Vimercate (Mb)

Panettone Sottocasa

il 6 e 7 Dicembre Vimercate (Mb)



Appuntamento a Vimercate (Mb) il 6 e 7 dicembre, per “Panettone Sottocasa”, la manifestazione dedicata al panettone artigianale tradizionale o farcito di alta qualità e alle piccole imprese che creano questo capolavoro

“Panettone Sottocasa” è una manifestazione, che si svolgerà il 6 e 7 dicembre all’interno della prestigiosa Villa Sottocasa di Vimercate (Mb), e che coinvolgerà i pasticceri che producono i panettoni artigianali e che potranno far degustare e vendere al pubblico i loro prodotti d’eccellenza.
L’obiettivo che gli organizzatori si prefiggono è quello di creare, con questa manifestazione, una festa mercato dedicata al panettone artigianale tradizionale o farcito, di alta qualità, di valorizzare le imprese artigiane che operano con eccellenza nella pasticceria sottolineando l’importanza delle piccole imprese artigianali e di creare un evento che possa essere ripetuto negli anni successivi nel periodo prenatalizio che diventi una piacevole consuetudine.
Durante la conferenza stampa di presentazione, all’Osteria della Buona Condotta di Ornago (Mb), lo chef Matteo Scibilia ha allietato gli ospiti con degustazioni aventi per ingrediente principale il Panettone, dimostrando quanto lo si possa valorizzare creando piatti originali; un modo per far scoprire che questo non è solo un dolce della tradizione natalizia, ma un ingrediente da portare in tavola in ogni portata dall’antipasto al dolce.
A proposito di materie prime eccellenti voglio ricordare che fu proprio lo chef Matteo Scibilla, anni addietro, a proporre le fette di panettone tostato con le acciughe del Mar Cantarbrico, considerate le migliori acciughe salate al mondo. Fu un’azione all’epoca un po’ azzardata ma che riscosse un grande successo. La storia racconta che originariamente il Panettone era un grosso pane, il Pan Grande, dalla forma rotonda, che ricordava il sole, con incisa sulla sommità una croce, in segno di benedizione, da consumare durante il pranzo di Natale.
Presente sulla tavola delle feste fin dai tempi antichi, nel ‘200 il Pan Grande fu arricchito con miele, uva secca e zucca. L’uvetta, era messa perché per la forma e per il colore ricordava le monete d’oro ed era quindi considerata di buon auspicio per i commensali. Attorno alla nascita del Panettone si narrano, però, alcune leggende. La prima è quella in cui si narra che il Panettone sia nato per merito di Ughetto degli Antellari, un falconiere della corte di Ludovico Maria Sforza, noto studioso d’indole solitaria, innamorato di Adalgisa la figlia del fornaio.
Il loro era un amore molto contrastato dalle famiglie e i due, s’incontravano clandestinamente di notte quando Adalgisa era nella bottega del padre a curare il forno. Purtroppo, però gli affari del fornaio andavano male, e così, per risollevarne le sorti del negozio Ughetto si fece assumere dal fornaio e portò delle novità: dapprima migliorò l’impasto del pane aggiungendo il burro, per comprare il quale vendette i suoi due falchi, poi, per migliorarlo ancor di più, aggiunse alla ricetta, lo zucchero i canditi e le uova.
La sua fu una grande intuizione e il successo crebbe a punto tale che per Natale pensò di aggiungere all’impasto anche l’uva passa, da sempre considerata di buon auspicio. Le sorti della pasticceria così si risollevarono e i due ragazzi, avuto il consenso dei genitori, si sposarono e vissero felici e contenti producendo tantissimi panettoni.
La seconda leggenda narra che, alla Corte di Ludovico il Moro, durante un pranzo di gran gala nel giorno di Natale, fu imbandito un banchetto suntuoso che doveva chiudersi con il dolce ma, ahimè il cuoco fece un gran pasticcio e il dolce preparato andò in fiamme. Tutti erano nel panico più totale, solo Toni, il piccolo fornaio, era tranquillo e suggerì al cuoco una sua fantastica ricetta: quella di una focaccia a cupola racchiusa in una crosta dorata.
Poiché non c’era altro dolce da mettere sulla tavola del Duca, e il cuoco era a corto d’idee, accettò il suggerimento di Toni, la preparò e la servì. Il dolce fu accolto da un grande applauso e quando la duchessa tagliò la prima fetta e la servì ai suoi invitati si levò da tutta la tavolata, un coro di approvazione e di plauso che, in pochi attimi, divenne un coro di grida di entusiasmo. Anche il Duca fu talmente tanto entusiasta di questo dolce che elogiò il cuoco, ma mai seppe la vera storia di quel dolce. E così da quel giorno il “Pan de Toni” divenne il “ Panettone”.
A Milano si narra anche una terza leggenda, quella in cui si racconta che a inventare il panettone sia stata Suor Ughetta, una suora nel cui convento c’era talmente tanta povertà che non c’era neanche la possibilità di preparare il pranzo di Natale. Suor Ughetta era l’addetta alla cucina e non riusciva a darsi pace per questo fatto; le venne però, un’idea: prese un pezzo del pane che stava lievitando, gli aggiunse le uova, l’uvetta, il burro, lo zucchero e dei canditi.
Lavorò l’impasto, incise una croce sulla sua sommità e lo mise in forno. Ne venne un pane talmente squisito che la gente faceva la coda davanti al convento per poterlo acquistare. Fu così che furono risolti i problemi finanziari delle suore che e nacque il Panettone. Di fatto si sa che, qualunque sia la sua origine, il panettone è uno dei capolavori della pasticceria italiana e oggi quello artigianale fatto con prodotti di pregiata qualità, è giusto che viva un nuovo splendore.

Articolo Tiziana Colombo su Italiaaavola

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